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I Radioamatori IERI, OGGI e DOMANI ?
 
Ieri: un, pioniere, inventore, sperimentatore, ricercatore un nome per tutti Guglielmo Marconi, PRIMO RADIOAMATORE AL MONDO e tutti gli altri seguaci.
Oggi: segue le nuove tecnologie effettuando esperimenti di collegamento a mezzo satellite, internet, PSK31 - radio, SSTV, ponti ripetitori, beacon, e perfezionandosi nell'uso e la programmazione del computer abbinato alle apparecchiature radio. segue le nuove tecnologie effettuando esperimenti di collegamento a mezzo satellite, internet, packet - radio, ATV, ponti ripetitori, beacon, e perfezionandosi nell'uso e la programmazione del computer abbinato alle apparecchiature radio.
Domani: si inventerà qualcosa di nuovo avendo già inventato tutto oggi.
Nonostante tutte queste invenzioni, resta da superare una grande barriera, la propagazione ionosferica con i suoi capricci.
Chi vivrà vedrà. Sarà sempre un bambino al servizio della comunità, un ottimista nato.
Il radioamatore Immagine di un Uomo
L’ambiente, che circonda l’uomo, offre continuamente argomenti ed esperienze.
I colori, i suoni, i movimenti, la luminosità e il colore della fiamma alletta i bambini; questi, crescendo, ampliano ed affinano le loro esperienze spinti in un primo tempo dalla curiosità e poi dalla soddisfazione per aver realizzato le proprie idee e per aver potuto conoscere le cause che con i loro effetti li avevano stimolati.
La tendenza alla ricerca esiste, fin dalla nascita. Cinquant’anni fa quando il progresso tecnico non era sviluppato come adesso, si cercava di migliorare il proprio tenore di vita, di perfezionare la propria arte e d’ottenere con mezzi a disposizione e, in regime economico, una qualità migliore dei propri manufatti rendendoli concorrenziali con i prodotti industriali.
I radioamatori erano allora anch’essi degli artigiani; si costruivano da sè, a parte i tubi elettronici e le batterie, le loro apparecchiature che, seppure mastodontiche e di scarsa estetica, funzionavano a meraviglia. Il 1 Maggio 1924 l’ing. Ernesto Montù (Alessandria 3-1-1883 - S. Margherita Ligure 15-5-81), fondatore dell’A.R.I. (Associazione Radiotecnica Italiana) presidente onorario dal 1964, era alla terza edizione del suo libro "Come funziona, come si costruisce una stazione per la radiotrasmissione e ricezione per dilettanti"; definiva la sua opera "alla portata dei dilettanti che vogliono saper combinare da sé.
Tale volume fu tradotto in varie lingue poiché questo libro era un valido aiuto nel campo pratico, accessibile al radiodilettante che sperimenta e costruisce". Nel dopoguerra le industrie avevano affinato i processi tecnologici, frutto questo d’applicazioni e di ricerche durante il secondo conflitto mondiale.
Il passaggio dal far da sè e dall’ingegnarsi alla fabbricazione in serie di macchine ed apparati fu rapido; questo fenomeno fu incrementato anche dall’enorme quantità di apparecchiature, di prodotti della più svariata specie che portarono molti all’acquisto a prezzi irrisori di quei materiali che prima facevano da sè, sollecitati dalla necessità di produrre di più in tempi ridotti. Si pensi che nel campo della radiotecnica gli apparecchi radioriceventi e trasmittenti erano venduti a prezzo di ferro vecchio ai mercati del surplus.
L’uomo è sempre più condizionato dal dinamismo della vita moderna; sembrerebbe quasi che la sua mente seguisse delle regole imposte senza aver la possibilità di formulare le proprie idee. Però ognuno di noi ha tendenze ad essere trasportato con la fantasia in un mondo tutto proprio, pieno di sentimenti, di soddisfazione e di desideri, quasi come in un rifugio a riparo delle controversie che quotidianamente la vita ci para davanti. In quei momenti si tenta di tener lontani dalla nostra mente tutto questo: si cerca il rilassamento nella chiacchierata al bar, nell’ascoltare musica, nel dipingere, nel leggere, nel compenetrarsi nella natura e nell’assistere ad una partita di calcio o di altra gara sportiva anche se si torna a casa con la voce afona e rauca.
E necessario crearsi un hobby per avere la soddisfazione di poter attuare le tendenze naturali da cui la vita quotidiana troppo spesso distoglie
Il nostro amore per la radio è stato definito giustamente un hobby molto particolare ed atipico che, inviluppando i nostri pensieri, dà quella soddisfazione che libera la mente da tutto quello che la opprime e come uno strano fluido, porta pian piano a creare i progetti e poi realizzarli: questo comportamento del radioamatore accomuna inconsciamente tutti per costituire quel Servizio inteso sia come scuola di radiocomunicazioni e di radiotecnica sia utile alla comunità qualora si richieda il loro intervento. 
Si può affermare che questa tendenza sia innata e fino ad un momento determinato, tenuta nascosta da qualche agente dell’ambiente che ci circonda, come una predisposizione naturale latente che insorge al manifestarsi di un fenomeno che impressiona; può anche essere frutto di una ricerca continua e volontaria allo scopo di arricchire le proprie conoscenze sempre però stimolata da una predisposizione naturale.
Lo Stanford Research Institute ha cercato di classificare con sei punti le varie personalità dei radioamatori motivandole in base alle loro esperienze umane.
1 Curiosità e desiderio di sperimentare qualcosa fatto da sè - stimolo nella ricerca e nella realizzazione dei progetti - due stadi importanti che oggi tendono ad essere offuscati dagli oscuri echi del progresso e della pubblicità - un contrasto tra il groviglio dei fili dello sperimentatore e i lucenti apparati in mostra nelle vetrine, tra l’autocostruzione e i transceivers ed antenne che il mercato offre.
2 Desiderio dl apprendere, sia in privato, sia In attività di gruppo - è questo un aspetto derivante dal primo punto.
Lo stimolo per nuove conoscenze, a sperimentare nuove tecniche e a spingersi verso nuove frontiere fa sì che il principiante dalla scatola di montaggio del radiomicrofono riesca ad insinuarsi nel campo delle microonde. Sta di fatto che, quando il mercato del surplus offriva a poche lire negli anni cinquanta l’apparato " B dell’R 19 " (stazione radio ricetrasmettitori usata durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale) con il tubo CV6 molti radioamatori si erano costruiti dei ricestrasmittenti autoeccitati nella banda dei 144 Mhz. Più recentemente nel campo dei 10 Ghz, si costruiscono con i dispositivi antifurto + Gunnplexer degli efficienti apparati completi a prezzi abbastanza ragionevoli, con i quali possono studiare la bizzarra propagazione di tali onde sia sul mare sia su terra ferma.
3 desiderio di rendersi utile alla comunita’ stabilendo collegamenti di emergenza in caso di pubbliche calamità.
Si ribadisce uno dei concetti del Servizio di Amatore: Quello di essere di pubblico interesse. L’apporto dato dai radioamatori è una efficiente conferma a questa motivazione di personalità; questi saranno in gran numero presenti sia come Operatori attivi di pronto intervento sia come operatori di riserva da impiegarsi localmente o nelle sedi delle prefetture distaccati presso Enti provinciali e Comunali quali elementi di collegamento.
Dell’A.R.l., membri del Corpo Emergenza Radioamatori, hanno depositato presso le rispettive prefetture il loro nominativo e il loro recapito mettendosi cosi a disposizione quali volontari addestrati per le telecomunicazioni.
4 Desiderio di stabilire rapporti d’amicizia con altre persone, con stranieri, con individui appartenenti ad altre aree culturali - se si considera che l’uomo e’ nato per vivere in società, tale motivazione non avrebbe bisogno di commenti. I rapporti interpersonali sviluppati mediante i collegamenti radio tendono a migliorare le relazioni nazionali ed internazionali. Molti Stati hanno riconosciuto i vantaggi che tale servizio può produrre dichiarandolo "Servizio di Preminente Interesse Nazionale".
5 a) La soddisfazione della personalità e senso di orgoglio che derivano dal collegarsi a grandi distanze o anche soltanto dall’ascoltare stazioni rare, ovvero
b) dell’essere citati per la qualità delle prestazioni dei propri apparecchi o per l’esemplare modo di impiegarli.
Nel primo caso si può affermare che fin dalla nascita della terra l’uomo si è impegnato a stabilire nuove relazioni a distanza sempre più grande.
Tutto questo è in funzione della propagazione e della differenza di tempo tra fusi orari; il radioamatore con pazienza e tenacia, rubando ore al sonno, aspetta per mesi e mesi l’occasione di comunicare con il paese raro o di ascoltarlo. L’avvenimento suscita soddisfazione e allo stesso tempo nasce in lui un senso si orgoglio; egli si sente come una persona che raggiunge con fatica una meta prefissata o come uno scienziato quando si rende conto di aver realizzato dopo anni di studio e ricerca qualcosa di nuovo e di utile. Però è evidente che quel senso di soddisfazione viene annullato quando il risultato è ottenuto trascurando un bene comune: la libertà. Purtroppo l’egoismo ha il sopravvento sull’altruismo: nel momento in cui si sente un corrispondente di un paese raro - difficile a collegare per difficoltà d’ordine topografico, di tempo e di propagazione - si dà più potenza al trasmettitore senza pensare che altri sono nelle sue stesse condizioni. Ci sarà soddisfazione vedere arrivare le QSL di conferma sapendo di aver barato nella gara?
Nel secondo caso l’esser citati perché i propri apparecchi hanno buone prestazioni o pretendere di essere considerati superoperatori non può dare soddisfazioni alcuna poiché le apparecchiature sono state acquistate e non autocostruite sborsando una non esigua quantità di denaro per avere la marca migliore - secondo loro la super -. Tutto ciò contrasta enormemente sia con i punti precedenti sia con la definizione di Servizio d’Amatore. Anche se al momento dell’acquisto questi individui hanno un’effimera soddisfazione un falso orgoglio, dopo qualche anno o anche meno per mantenere il primato sono costretti a sostituire quei decantati apparecchi con altri o più sofisticati o più di << moda >>. Per quanto riguarda il modo di operare la propria stazione addirittura non si può parlare né di soddisfazione né d’orgoglio. Un operatore diviene provetto – mai superoperatore – se è tutt’uno con la propria macchina: ne conosce i segreti, ne rispetta le caratteristiche e non cerca di ottenere da questa cosa impossibile. Il motto di un buon radioamatore è di arrivare lontano con la minore potenza possibile; in tal caso egli s’ingegna affinché quella piccola potenza sia irradiata quasi totalmente nell’etere perfezionando i sistemi d’antenne e le loro linee d’alimentazione.
6 Soddisfazione, anche di carattere estetico, nel progettare é costruire cose sono, di norma, riservate a ristrette categorie dl iniziati - Se riprendiamo la definizione <<il Radiantismo permette a chi ama le radiocomunicazioni di istruirsi tramite gli altri radioamatori>>, se si considera che questi danno e ricevono sempre in vista di un miglioramento e di un contributo al progresso scientifico questa motivazione non è da ritenersi applicabile alla nostra categoria, anche se purtroppo esistono persone che si ritengono superiori per aver progettato o costruito cose che si vogliono tenere strettamente per se.
Si cade così in un assurdo poiché il radioamatore è altruista: "la sua abilità, le sue conoscenze e la sua stazione sono sempre a disposizione del Paese e della comunità".
Aggiornato il 19/07/2007 - Immagini,  marchi e musiche sono di  proprietà dei rispettivi proprietari.
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