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Niccolò Barsanti nacque a Pietrasanta il 12 Ottobre
1821 da Giovanni Barsanti, scolpitore di marmo, e da Angela Francesconi;
era un bambino gracile di costituzione ma d’indole buona ed amorosa.
Frequentò l’Istituto delle Scuole Pie con sede nel
Convento di S. Agostino a Pietrasanta, tenuto dai Padri Scolopi,
concludendo gli studi superiori a 17 anni con ottimi risultati in tutte
le discipline, ma rivelando una particolarissima tendenza per le scienze
esatte ed in particolare per la matematica e la fisica.Terminati gli
studi superiori, mentre il padre pensava che il figlio si iscrivesse
all’Università di Pisa per intraprendere gli studi in ingegneria o
medicina, il giovane Barsanti si presentò al Direttore dell’Istituto per
ritirare quello che ora è il diploma di maturità liceale e gli manifestò
la volontà di diventare uno Scolopio. Niccolò indossò l’abito che S.
Giuseppe Calasanzio aveva imposto ai suoi religiosi e cambiò il suo nome
in Eugenio.
- Passò due
anni di prova fra preghiere e studi religiosi e, finito il noviziato,
continuò i suoi studi al collegio San Giovannino. Frequentò anche
l’osservatorio Ximeniano diretto da Padre Giovanni Inghirami.Tanto fu
l’ardore e l’impegno con il quale il giovane professore si dedicò
all’insegnamento che il Rettore del collegio ed i suoi scolari ne
rimasero incantati.
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Felice
Matteucci nacque a Lucca, in Piazza del Giglio, il 12 febbraio 1808
dall’avvocato Luigi Matteucci, Ministro di Giustizia del Principe Felice
Baciocchi, e dalla nobildonna Angiola Tomei Albiani di Pietrasanta.
- La sua
inclinazione scientifica si rivelò in particolare durante il corso di
studi presso il Real Collegio Borbonico di Parigi dove il padre, che vi
risiedeva come Rappresentante del Granduca presso il re di Francia, lo
aveva iscritto nel 1824. A Parigi iniziò i suoi studi in idraulica e
meccanica, che completò a Firenze e per i quali mostrava particolari
attitudini. I Matteucci possedevano fondi rustici con due “case di
Campagna”, cioè ville, a Vorno e a Colle di Compito. Fu senza dubbio
durante il soggiorno nella sua villa di Colle di Compito, che,
osservando giorno dopo giorno il movimento delle acque del lago di Sesto
stilò a soli
27
anni il disegno per il prosciugamento della palude di Bientina. A questo
progetto, che è senza alcun dubbio il suo più diligente e dotto studio
d’idraulica, il Matteucci rimase fortemente attaccato per tutta la vita
come a un dolce, incantevole sogno giovanile.
- Matteucci
presentò il progetto al Governo Granducale a cui stava a cuore l’opera
di bonifica della palude di Bientina, ma la Commissione, di cui faceva
parte Padre Eugenio Barsanti, preferì il progetto del Commendatore
Alessandro Manetti. Risale a questo periodo l’amicizia fra i due
illustri scienziati.
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