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Dalla cronaca di un quotidiano locale -  Amarcord del maestro Beppe Bertolani:
 «I nostri locali erano più importanti della tv» 
 Il grande Louis Armstrong
«Chi suonava qui era una vedette»
 VIAREGGIO. Capitava, non di rado, che al Bussolotto suonassero  Duke Euington, Luis Armstrong e Chet Baker. Mentre, di sotto, alla Bussola si alternavano Fred Bongusto, Peppino di Capri. E perfino Renato Carosone che Sergio Bernardini corteggiò spudoratamente fino a farlo capitolare. Per gli amanti della melodia italiana (d’autore) di imbattersi, non dirado, al Caffè concerto del Margheri­ta, in Nulla Pizzi, Luciano Tajoli e Claudio Villa. Perché a quel tempi - racconta il maestro Beppe Bertolani, da Massarosa ai club illustri della vita notturna - «suonare in Versilia significava essere all’apice.
Era meglio perfino che andare in televisione». Ne sa qualcosa Bertolani che, pur essendosi dedicato negli ultimi anni alla musica clàssica (colla­bora con il festival Puccini, la stagione di concer­ti di Pieve a Elici e delle terme di Massaciuccoli), è stato scelto da «Verissimo vacanze», magazine tv di Canale 5, per un servizio sulla vita notturna della Versilia, fra passato e presente.
Lo sa perché ha suonato con le migliori orchestre.
Perché ha accompagnato la Vanoni, la Zanicchi e la Cinquetti, la sera dopo la vittoria (inaspettata) al festival di Sanremo con “Non ho l’età”. «Mi ricordo bene di quella sera - racconta il maestro Bertolani -: eravamo al “Gattopardo”, club esclusivo di Castelfiorentino. Arrivò Gigliola, aveva appena vinto il festival di Sanremo: fuori c’erano i carabinieri a tenere a bada la folla. Come allo stadio. Eravamo in un locale esclusivo, di quelli che abbondavano in Versilia». Dove la promenade della vita notturna - snocciola Bertolani - partiva proprio dal Caffè Margherita.
E proseguiva con il café concerto da Fappani, con le grandi orchestre del Principe di Piemonte – “dove nel 1960-61 ha suonato anche il fratello di Mina, morto in un incidente stradale” - e con il Caprice “dove suonava Paolo Zavallone, oggi direttore dell’Antoniano”.
A Lido, la sfilata dei locali continuava: c’era il caffè concerto al Cristallo e al bar Sirena, «poi si arrivava alla Bussola, al Carillon, alla Capannina, alla Caravella, per finire da Oliviero. E chi suonava alla Bussola o da Oliviero poteva dire di aver avuto un battesimo da vedette».
 
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